Qui si raccontano storie...
del 30/08/2016

Quanta magia c'è dietro il teatro ve lo siete mai chiesto? Ci sono degli uomini e ci sono delle donne dietro una tenda che fingono di essere qualcun altro, ma tutto questo non risulta essere falso. Ebbene, sembrerebbe un paradosso, ma questa è la forza del teatro!
Vi voglio raccontare di come io ho conosciuto il teatro. L'ho conosciuto dalla platea: mio padre aveva fatto l'abbonamento al Teatro Giulio Cesare, io avevo poco più di dodici anni e ho iniziato proprio con lui a scoprire cosa nascondesse ogni volta quella tenda chiamata sipario. Ho visto i grandi attori e le grandi attrici di una volta e mi sono letteralmente innamorato di tutto questo. Ogni volta che si apriva il sipario ed io ero in platea per me era un'emozione così forte da farmi provare i brividi. Pensavo allora:” Vorrei riuscire nel mio piccolo, un domani, a far provare quegli stessi brividi a qualcun altro affinché anche lui possa innamorarsi di questa nobile arte”. Questa emozione, così forte, ogni volta mi sconvolgeva, mi immergeva in un mondo magico, fantastico, dove tutto appariva ai miei occhi reale. Per due ore mi catapultavo in quel mondo e senza saperlo ne diventavo spettatore e nello stesso tempo attore. Così io mi sono innamorato del teatro, un'arte fatta da esseri umani ogni sera, senza la possibilità di ripetere, di perfezionare, rimediare ad un errore, come avviene per il cinema e la televisione. Dovrebbe bastare solo questo per far sì che i Teatri italiani fossero pieni tutte le sere. Eppure da qualche anno a questa parte non è così, il nostro Paese si sta impoverendo culturalmente e questo determina la crisi di ogni attività legata alla cultura.
Ma come spesso dico, in questi ultimi anni bisogna “resistere”, essere dei “partigiani degli anni 2000”, combattere l'ignoranza attraverso la cultura! E’ con questo proposito che quest'anno alziamo il nostro glorioso sipario. Come al solito sono quattro gli spettacoli in cartellone, e con questi spettacoli io e la mia Compagnia teatrale vogliamo portarVi in un mondo fantastico, magico, dove tutto è possibile, dove la fantasia degli autori che ho scelto rompe tutti gli schemi, tutti i principi possibili, rappresentando un pezzo della nostra vita sulla quale è giusto fare qualche riflessione. Il 4 novembre inizierà questo viaggio con: “Gli ultimi cinque minuti”, splendida commedia di Aldo De Benedetti. Il grande commediografo scrisse questa bellissima pièce negli anni '40. E’ una commedia poetica, fatta di sentimenti, di incomprensioni, di malumori, condita di simpatica ironia. Racconta la vita degli esseri umani in un'epoca che appartiene al nostro passato, ci ricorda come vivevano i nostri genitori, i nostri nonni, e questo ci dà la possibilità di riflettere sul nostro presente cercando di costruire un futuro migliore. Dal 16 dicembre la mia tredicesima commedia: “Può succedere di tutto!” Il titolo è emblematico. AspettateVi due ore di allegria, di sentimenti, di assurdità, di drammaticità e di spensieratezza. “Può succedere di tutto!” è anche una commedia profonda che analizza il valore della vita parlando di uomini e donne che ci circondano, che magari incontriamo nel nostro palazzo o per la strada. Ognuna di quelle persone nasconde una storia…Questa commedia vuole raccontarVi una di quelle storie nella quale, credetemi, può veramente “succedere di tutto!”.
Dal 3 febbraio Nino Marino con la sua commedia “La classe non è acqua”. Una coppia al centro della storia, un marito che dovrà riconquistare la moglie con alcuni stratagemmi; ma come dice il titolo lo farà con la classe e non con l'acqua!
L'ultimo spettacolo in cartellone è: “Paola e i leoni”, conosciuta anche con un altro titolo: “L'onorevole, il poeta e la signora”. E’ una commedia di Aldo De Benedetti poco conosciuta in Italia, ma molto rappresentata all'estero, specialmente in Spagna e in Russia, e ogni volta riscuote notevole successo.
Concludo questo mio breve scritto, dedicando un pensiero a mio padre, il quale il 7 giugno u.s. ci ha lasciato, abbandonando questo mondo terreno. Mio padre, era il commendatore Domenico Gravina. Fu lui che volle regalare, con risorse economiche private e quindi senza nessuno aiuto dallo Stato, un Teatro al quartiere Prati. Ad ogni “prima” era seduto al centro della prima fila e sempre nello stesso posto... L'ho visto ridere ed emozionarsi per diciotto anni. Spero, caro papà, che, dovunque tu sia adesso, possa riuscire ad assistere ancora ai miei spettacoli, magari da una poltrona più in alto e sicuramente adesso anche più comoda! Ciao Papà!
A voi tutti auguro: buon divertimento.
Fabio Gravina