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Non è vero, ma ci credo!


edizione 2008

La commedia comica dei grandi autori napoletani:

1° DvD
Fabio Gravina e Lelia Mangano De Filippo in
“Non è vero, ma ci credo!” commedia in 2 atti di Peppino De Filippo con Dodo Gagliarde,Paolo Perinelli,Paola Riolo, Enzo Casertano, Antonia Esposito, Ferdinando Puglia e Giulia Cesareo.

Scene di Francesco De Summa - Costumi di Susanna Proietti - Musiche originali di Mariano Perrella regia teatrale di Fabio Gravina regia televisiva Maurizio Angeloni
(possibile 1a uscita dicembre 2005)

“Non è vero, ma ci credo!” E’ una frase ormai da molti anni di uso comune. Ogni qual volta si vuole ironizzare sulla superstizione, la jettatura, ma anche sull’astrologia, la magia, ecc: per indicare un finto distacco si dice: non è vero... ma ci credo.

Assistiamo, in questa nostra strana epoca, a magnifiche rivoluzioni tecnologiche; conquiste della scienza e della medicina impensabili solo fino a pochi decenni addietro. Eppure nella nostra avanzatissima società vi sono pericolosi rigurgiti di epoche lontane, di un passato buio fatto di superstizione, ignoranza, crudeltà. Forse Peppino De Filippo quando scrisse questa sua bellissima commedia, immaginava che “Non è vero, ma cic redo!” sarebbe stata di grande attualità anche dopo 50 anni, e che parlare di iettatura e superstizione significava parlare delle nostre paure più remote e profonde.

Attraverso la sua irresistibile comicità, Peppino ci racconta una vicenda che cela una intensa drammaticità.

Il protagonista è supertizioso, prigioniero delle sue manie e delle sue paure. I tanti rituali che accompagnano la sua giornata, le “condotte magiche” a cui si attiene scrupolosamente per sentirsi al sicuro, testimoniano un comportamento ossessivo e compulsivo al limite del patologico. Egli è vittima di se stesso, ma è anche causa di sofferenze altrui: licenzia un suo impiegato perchè lo considera “malaugurio”, assume al suo posto un ragazzo cifotico perchè “Il gobbo porta bene”... Ed è perfino disposto a dargli in moglie la sua unica figlia!
Peppino sapeva bene che queste false credense sono ancora molto radicate nella nostra società.

Molte carriere sono state stroncate da tali maldicenze: è sufficiente che circoli la voce che una persona “porta male” perchè nessuno gli offra più un lavoro.

Questi “pericolosissimi portatori di sfortuna”, sono magari persone chiuse, introverse, vittime di forti crisi depressive, tendenti ad una visione pessimistica della vita, e la loro fragile emotività viene definitivamente devastata. Non si riconosce il loro disagio psichico, non li si aiuta a guarire semplicimente li si ritiene un pericolo da allontanare.

L’incontro tra un depresso ed un supertistizioso ossessivo è un perfetto incastro di patologie!
Per proteggersi da pericoli inesistenti, in molti, ancora oggi, si affidano a loschi figuri, quali presunti maghi e veggenti, che offrono talismani e pozioni in cambio di ingenti somme di denaro, sfruttando la cosiddetta “credulità popolare”.

Costoro si arricchiscono sfruttando spesso l’ignoranza dei loro clienti, ma talvolta sono personalità psico-labili ad essere vittime dei raggiri di questi moderni santoni.

Questa commedia di Peppino ha la straordinaria capacità di far riflettere su questo delicato argomento: attraverso due ore di risate arriva, incisivo, il messaggio!
La comunicazione, i messaggi sociali, hanno acquistato in questi ultimi anni particolare rilievo. Si è giustamente compreso che le grandi opportunità offerte dai media di raggiungere un grandissimo numero di cittadini, non deve essere esclusivo appannaggio della pubblicità commerciale, ma può essere invece occasione per il legislatore di trasmettere messaggi di valore informativo ed educativo. Attraverso la televisione, la radio, la stampa, internet, chi governa ha modo di dialogare con chi è governato.

Ma accanto a questi moderni mezzi di comunicazione, non va dimenticato il Teatro, che da sempre ed in tutte le società, ha svolto e svolge una grande funzione educativa. Lo fa divertendo, commuovendo, suscitando emozioni, parlando al cuore della gente.

Giusta ambizione di chi governa uno Stato democratico, è di ispirare il progresso, dare la propria impronta etica e culturale al Paese governato. Il Teatro è un’opportunità in più; è la voce che racconta che tipo di società siamo e suggerisce cosa vogliamo diventare: nobile mezzo per un nobile fine.

In vendita presso il botteghino del teatro al costo di € 15,90