Dal 21 Novembre è in scena al Teatro Prati "Ma C'è Papà", un classico della commedia napoletana di Peppino e Titina De Filippo riadattato da Fabio Gravina attore, regista e direttore artistico del teatro.
La commedia "Ma c'è papà", è stata scritta e rappresentata per la prima volta il 17 ottobre 1935 al Teatro Politeama di Napoli, durante il periodo della Compagnia umoristica dei fratelli De Filippo, con Eduardo, Peppino e Titina tra gli interpreti. Gravina porta in scena la tradizione napoletana con aderenza scenica ed interpretativa della pièce originale.
La famiglia il centro cardine della commedia, dove gli stessi De filippo hanno definito da sempre la loro stesura drammaturgica, esaltando dinamiche psicologiche socioculturali, generando personaggi dalle personalità controverse e caratteri che ben si prestano nella commedia, con toni ironici e macchiette divertenti.
Nei panni del papà controllante è Federico(Fabio Gravina) che provoca un conflitto tra la figlia Giovannina,(Sara Religioso) perfetta donna di casa e in bilico tra l'affetto paterno e l'amore per Stefanino genero,(Rocco Tedeschi) che ligio al dovere, impiegato lavoratore, serio, si assume la piena responsabilità di coniuge impeccabile, ma causa l'invadenza del suocero, finisce per esasperarsi e fugge in una pensione per ritrovare il suo equilibrio.
La scena si apre su un ambiente interno, un salotto dal gusto retro, con un mobilio che evoca un appartamento degli anni '30_'40. A sinistra della scenografia ci accoglie un tavolo con gli ospiti e il padrone di casa; presi da una partita di carte in corso, il piglio e il talento napoletano spicca tra gli attori Fabio Gravina e Corrado Taranto, duettando in una gag comica che scatena il pubblico in fragorose risate.
Non da meno L'attore Pierre Bresoline che vedremo in un duplice ruolo, il secondo esilarante accompagnato dalla bravura e versatilità di Alida Tarallo anch'essa impegnata in un doppio personaggio.
Ad accentuare la vena di "parassita" è il fratello di Giovannina (Luca Cardillo) attore dalla verve comica e nella scena, figlio di Federico, che sembra aver ereditato da lui la scarsa voglia di lavorare; inconsapevole la complicità del padre che lo asseconda celando vizi e debolezze filiali.
Vittima di questo meccanismo malsano è proprio Stefanino; l'attore sfuma dalla cavillosità del personaggio e il modo in cui lascia trapelare le crepe interiori.
Dietro quell'apparenza irreprensibile, l'attore fa emergere sottili segnali di stanchezza, mostra un uomo che ha passato troppo tempo a trattenersi.
Il conflitto centrale è: il padre della moglie, un uomo invadente, dominante, convinto che tutto ciò che tocca gli appartenga, perfino, le pantofole di Stefanino, simbolo inequivocabile di riposo e intimità personale.
Durante la permanenza alla pensione Stefanino incontra Giulia(Sara Scotto di Luzio)la giovane attrice si immedesima con disinvoltura e bravura nei panni della signorina libera ed indipendente.
Quando Federico tenta di recuperare il genero e convincerlo a tornare a casa, il terzo atto si trasforma in continui sketch esilaranti, con ritmi incalzanti che coinvolgono gli spettatori fino al trepidante atteso finale.
Giovannina tutta famiglia e amore per padre e marito, sola in salotto, mentre il bambino dorme nella stanza accanto, accende il grammofono, le sue dita sfiorano il vinile come si accarezza un ricordo, una musica calda, romantica, riempie la casa, i suoi occhi si addolciscono pensando al marito che tornerà. Come tutti i veri amori, lei sente che da li a poco il suo Stefanino si ritroverà nel suo sguardo, rendendo quel momento intriso di magia, grazie anche all'abilità attoriale de due interpreti.
"Ma c'è papa" fino all'11 Gennaio 2026 al Teatro Prati non perdetelo!!!